top of page

Il costume degli albanesi d'Italia

Vedendo questa fotografia vi starete sicuramente chiedendo cosa sia il capo che stavo cucendo, vero? Quella che vedete nell'immagine si chiama linja (si legge "gligna") una camicia lunga fin sotto al ginocchio, ed è uno dei 14 pezzi che compongono il sontuoso vestito tradizionale del mio paese, un abito di gala chiamato Stolit (da leggere "stoglit").

Questi nomi per molti non saranno affatto familiari, infatti sono in lingua Arbëreshë, un antico dialetto albanese che ancora oggi si parla in numerosi paesi del Sud Italia, così come nel mio. Non è però di questa lingua che voglio scrivere, la mia intenzione è quella di mostrarvi alcune immagini del processo di lavorazione della camicia (linja) e delle fotografie del costume completo.

Era da tanto tempo che volevo pubblicare un post sul costume di gala di Firmo (il mio paese), ma solo ora si è presentata l'occasione giusta: mia cugina partecipa alle Vallje e aveva bisogno di due pezzi dell'abito, linjae sutavesta (sottogonna). A questo punto, però, credo che dovrei spiegare cosa sono le Vallje...

Le Vallje sono una manifestazione folkloristica di danze e canti che rievocano le gesta eroiche del patriota Giorgio Castriota Skanderbeg, che nel XV secolo, per liberare gli albanesi dalla dominazione turca, li condusse in Italia. Più precisamente, le Valljesimboleggiano una vittoria di Skanderbeg contro i dominatori turchi avvenuta nell'imminenza della Pasqua. Questa manifestazione, infatti, si svolge in quasi tutti i paesi arbëreshë subito dopo la Pasqua, ad eccezione di Firmo che ha optato per il primo maggio.

Le Vallje, quindi, sono rimaste l'unica occasione per indossare l'antico costume arbëreshë, un abito ricchissimo in seta e raso, costituito da ben 14 pezzi. Iniziando da sotto abbiamo: kalluciet t'bardha, calze bianche; linja, con ampia scollatura ornata da un merletto molto largo (anche più di 10 cm) fatto a mano e chiamato milleti, per coprire il seno, si pone sulla scollatura un panno di tulle e lino detto petini; dy sutavesta, due sottogonne; kamizolla, una gonna rossa ampia e lunga, plissettata e bordata con applicazioni in oro bianco, galluni; coha, un'altra gonna, che si indossa sopra quella rossa, di colore blu, plissettata e bordata in oro giallo, che si raccoglie in vita e si lascia cadere dietro come una coda, oppure la si tiene col braccio formando un ventaglio; xhipuni, un bolerino di colore blu che un tempo veniva realizzato con una pregiata stoffa intessuta con fili d'oro, le maniche sono interamente ricamate, mentre i bordi e la parte dietro sono ornate con applicazioni in oro; miçet, boccoli di tela bianca che servivano per l'acconciatura; keza, un fermaglio per capelli interamente decorato in oro; birlloku, un ciondolo portato con un nastro di velluto nero; llaci, una lunga e sottile catenina d'oro fermata ai lati del petto con due spille;riqintë, orecchini; pani, uno scialle rosso ricamato; infine këpucëtë, scarpe nere o dello stesso colore blu del bolerino.

Ecco le foto che ho scattato mentre lavoravo alla realizzazione della camicia, linja...

E adesso ecco le splendide fotografie di questo costume unico...

Immagini tratte dal sito http://www.comune.firmo.cs.it/new/ita/tradizioni_costume.php

Post recenti
Archivio
Cerca per tag
Seguici
  • Facebook Basic Square
  • Instagram Social Icon
bottom of page