Il fascino di un Corsetto

Era da tanto tempo che avevo intenzione di fare un post su uno dei capi d'abbigliamento femminile più affascinante che ci sia, affascinante sia per chi decide di indossarlo, sia per chi lo guarda, che per chi ha modo di poterlo realizzare, mi riferisco al Bustier o conosciuto anche come Corsetto.

Apparso nel guardaroba femminile, come capo d'abbigliamento intimo, già nel lontano XVI secolo, ilCorsetto ha subito nel corso dei decenni una serie di evoluzioni, a partire dal materiale utilizzato per renderlo rigido e quindi di sostegno al corpo, fino alle variazioni di lunghezza e dall'essere celato sotto i vestiti fino a diventare un vero e proprio capo d'abbigliamento. Solo nell' '800 però, il Corsetto ha raggiunto il massimo del successo e nonostante fosse scomodo e procurasse fastidi, secondo alcuni studiosi contemporanei, se stretto esageratamente poteva anche procurare danni agli organi interni, ma nonostante tutto nessuna donna dell'alta società riusciva a farne a meno. Ed è così che tra alti e bassi, il Corsetto sopravvisse fino ai primi anni del 1900, quando Paul Poiret irruppe con una moda comoda, dal taglio ad impero e le gonne lunghe, ma morbide. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale si ebbe un veloce ritorno alla moda del "vitino da vespa"perpetrata da Christian Dior e chiamata New look, in cui Dior ispirandosi proprio all'antico Bustier, aveva introdotto una sorta di corsetto che stringeva solo la vita (la guêpière), ma che risultava comunque molto scomodo.

Dopo gli anni '50 però, il Corsetto venne definitivamente abbandonato, almeno come capo d'abbigliamento da indossare abitualmente, perchè in realtà la sua fama e il suo fascino non sono mai tramontati, anzi molti stilisti lo portarono sulle passerelle più prestigiose declinato in abiti molto femminili e sensuali, ma ovviamente senza quella caratteristica che da sempre lo aveva contraddistinto: l'enorme scomodità.

Dopo questo breve, ma credo necessario, riassunto della storia del Corsetto, voglio mostrarvi le foto scattate al corpetto che ho recentemente realizzato in un tessuto di lana con fantasia a quadri e alla quale ho abbinato una gonna longuette a tubo e un bolero in pelliccia sintetica.

Come scritto all'inizio del post, il corsetto è un capo molto affascinante anche e forse soprattutto per chi lo realizza. Non è esattamente la cosa più semplice da fare, a partire dal cartamodello, ed è lì che si nasconde tutto il suo fascino. Siccome tendo quasi sempre a complicare ciò che di per se non risulta comunque semplice, anche questa volta non potevo fare diversamente, decidendo di usare delle rimanenze di tessuto. Fino alla fine credevo che non ci sarei riuscita, infatti ho dovuto fare alcune modifiche rispetto al disegno originale, soprattutto per il bolero, che in principio doveva essere una giacca. Probabilmente sono stata fortunata anche questa volta, persino nella ricerca dei bottoni, me ne servivano tre e solo tre sono riuscita a trovare, del giusto colore e di un materiale particolare, il gesso.

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