Come vengono classificati i tessuti?

Credevo di impiegarci meno tempo e invece mi sbagliavo, perché scrivere questo post non è stato affatto semplice. Come promesso nel post precedente, rieccomi con un'approfondimento sull'argomento tessuti.

Esiste una varietà pressoché illimitata di superfici tessili e farne un elenco sarebbe molto impegnativo e magari anche di scarsa utilità. Per queste ragioni mi limiterò a fare una breve, ma spero chiara e utileclassificazione delle fibre tessili esistenti.

Per non dilungarmi troppo preferisco entrare subito nel vivo dell'argomento di questo post ed evitare tutta la parte più prettamente legata alla chimica, che seppur molto interessante da conoscere, potrebbe risultare noiosa per molti.

Le fibre tessili vengono distinte in due grandi gruppi: le fibre naturali, prelevate direttamente dalla natura, e le fibre chimiche, definite anche man made e sono prodotte da un processo tecnologico, a loro volta si distinguono in fibre artificiali, ottenute da un polimero esistente in natura (solitamente la cellulosa) e in fibre sintetiche, ottenute da sostanze di sintesi, derivate generalmente dal petrolio.

Le fibre naturali vengono suddivise in:

  • vegetali, costituite di cellulosa ricavata da parti essenziali di alcune piante come il fiore, il fusto, le foglie e persino il frutto. Da queste fibre si ricavano molte tipologie di tessuti, alcuni molto noti, altri meno: Cotone, Lino, Canapa, Juta, Ramié, Sisal, Cocco. Caratteristica di riconoscibilità: a fiamma viva bruciano rapidamente e senza odore, al limite rilasciano un odore simile a quello della carta che brucia e lasciano una cenere bianca e leggera.

  • animali, costituite da proteine derivate dal pelo o dal crine di alcuni animali, oppure, come la seta, che è prodotta dalla bava di un insetto della famiglia dei lepidotteri. Gli unici tessuti ricavati da fibre animali sono la Lana e la Seta. Caratteristica di riconoscibilità: a fiamma viva bruciano e rilasciano un odore molto penetrante che ricorda quello dei capelli bruciati.

  • minerali, costituite da silicati che si trovano in natura sotto forma di fasci fibrosi. Da queste fibre si ricavano: Amianto ( la cui lavorazione è vietata a causa della sua alta tossicità), Fili metallici(ricavati principalmente da minerali preziosi, come oro e argento), Fili metallizzati (usati principalmente in maglieria e nel ricamo).

Le fibre chimiche si suddividono in:

  1. artificiali, derivate da polimeri naturali che in una fase successiva vengono modificate. Possono essere di origine proteica (oggi in disuso) o cellulosica, in cui troviamo: Viscosa, Cupro, Acetato. Queste fibre sono molto impiegate nella realizzazione di tessuti "misti", ovvero naturali e artificiali insieme.

  2. sintetiche, prodotte a partire da composti derivati dal petrolio. Risultano molto resistenti, ingualcibili, inattaccabili dalle muffe e dalle tarme. Da questo tipo di fibre si ricavano numerosi tipi di tessuto:Nylon, Acrilico, Poliestere, Polipropilene (un marchio noto è Meraklon), Polivinilico, Polietilenico, Polifluoroetilenico (un marchio noto è Teflon), Poliuretanico conosciuto come Elastan (marchio noto è Lycra).

Mi auguro che questo argomento risulti utile e interessante. Ho cercato di evitare la terminologia più tecnica per permetterne la lettura anche ai non addetti al mestiere e fare un po' di chiarezza sulla miriade di tessuti con i quali vengono realizzati i capi d'abbigliamento. Se capiterà l'occasione in futuro, spero di fare altri post di questo genere, una sorta di approfondimento su argomenti più tecnici, ma proposti in opzione easy.

Accetto suggerimenti e idee per futuri approfondimenti.

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